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Consultazione sull'opinione finale dell'ECHA sulla restrizione relativa a otto Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) contenuti nei granuli (fabbricati a partire dalla gomma o da altro materiale vulcanizzato o polimerico)

Nominativo Ente di Appartenenza Osservazioni
Fornai Daniele Ecopneus - Società consortile per azioni senza scopo di lucro
1. Commento Consorzio Ecopneus - Analisi rischio da esposizione e socioeconomica
Ecopneus ha affidato uno studio specifico all’Ist. Mario Negri- IRCCS, finalizzato ad indagare il contenuto di IPA nei PFU, al fine di identificare eventuali differenze nella composizione chimica di pneumatici prodotti in stabilimenti europei o extra-europei, prima o dopo la data di messa al bando degli olii aromatici usati nella produzione di pneumatici nonché a determinare l’eventuale biodisponibilità di tali sostanze negli scenari più comuni di impiego della gomma riciclata. La ricerca, durata due anni e a cui è seguita una pubblicazione scientifica in una rivista internazionale (Chemosphere 184(2017) 1320-1326), ha confermato non solo l’assenza di rischi significativi per la salute dei lavoratori e degli atleti dei campi con intaso in gomma riciclata, ma ha anche evidenziato che il contenuto degli IPA oggetto della proposta di restrizione nei granuli risulta sempre inferiore al limite proposto nei pareri RAC e SEAC (20 mg/kg) nonché a quello di 17 mg/kg presente nella versione iniziale della proposta. Lo studio ha, inoltre, restituito un quadro rappresentativo del mercato attuale dei granuli prodotti in Italia dalla filiera Ecopneus, in quanto, il piano di campionamento, supervisionato da Bureau Veritas, ha permesso la caratterizzazione chimica e tossicologica dei granuli derivanti dal recupero di diverse tipologie di PFU. Sono stati classificati quasi 4000 PFU in base all’età e al paese di provenienza e sono stati raccolti 70 campioni di granuli e polverini di provenienza nota su cui è stata eseguita una caratterizzazione completa della gomma. Pertanto, in relazione alla proposta di restrizione Ecopneus conferma che il valore degli IPA all’interno del granulo derivante dalla frantumazione dei PFU risulta essere inferiore al limite proposto e conferma la necessità di avere tale limite come restrizione al fine di evitare che nel mercato europeo possano transitare pneumatici che in fase di realizzazione possano non rispettare tale previsione. Sempre grazie allo studio riportato sopra, è stato quindi possibile confrontare la composizione della gomma riciclata da pneumatici recuperati in Italia e prodotti in Europa o in paesi extra-europei, prima e dopo il 2010, data di introduzione del divieto di utilizzo degli oli aromatici (responsabili del contenuto di IPA) nella produzione di nuovi pneumatici. Tutte le analisi eseguite hanno restituito valori che rispettano il limite proposto dalla restrizione. Per tale motivo, non si prevede, a seguito della pubblicazione della proposta di restrizione, alcuna ripercussione socioeconomica nelle aziende della filiera Ecopneus in quanto l’eventuale restrizione ad oggi è ampiamente rispettata durante la produzione del granulo da PFU.
3.Uso del granulo come intaso per campi da calcio
E' stato stimato dalla FIFA (2017, Environmental impact on artificial football turf) che più dell’83% di tutti i campi sportivi di terza generazione installati nel mondo utilizzano come materiale di riempimento granuli derivanti da PFU. Questo perché la gomma riciclata, mantiene le stesse eccezionali caratteristiche di elasticità, resistenza e duttilità degli pneumatici da cui deriva e consente, grazie a queste caratteristiche, un uso intensivo e continuativo dei campi sportivi. Per tali motivi, l’utilizzo dei granuli da PFU come intaso rappresenta uno dei maggiori settori di utilizzo della gomma.
4.Ruolo di Ecopneus in Italia– Società consortile per azioni senza scopo di lucro
Ecopneus è responsabile del rintracciamento, della raccolta e del recupero di una quota di PFU sul totale che è pari, in peso, a quanto immesso nel mercato del ricambio dai propri soci nell’anno solare precedente: in media oltre 220.000 tonn/anno. Ad oggi, il settore sportivo assorbe circa il 35% di gomma riciclata dai PFU dalle aziende Ecopneus e i campi da calcio in erba artificiale sono una delle principali destinazioni di uso della gomma riciclata. Nel 2018 i granulatori della filiera Ecopneus, circa il 90% dei granulatori italiani, hanno prodotto circa 68mila ton di granuli di gomma, di cui circa 22-28mila ton venduti come intaso nei campi sportivi. L’impiego della gomma riciclata in sostituzione ai polimeri di gomma vergine, sia nel settore sportivo che in altri settori applicativi, oltre a rispondere pienamente ai principi dell’economia circolare, consente numerosi benefici ambientali ed economici infatti, grazie all’impiego dei materiali derivati dal riciclo dei PFU il nostro Paese risparmia inoltre circa 140 milioni € ogni anno sull’importazione di materie prime e consente l’impiego di oltre 700 persone (con una crescita occupazionale dal 2011 del 64,8%). Ecopneus ha, inoltre, promosso numerose attività di ricerca scientifica in collaborazione con Università e istituti di ricerca pubblici e privati, finalizzati a studiare proprietà e impatti sulla salute umana e sull’ambiente dei materiali che derivano dal recupero dei PFU.
AZZARITO DOMENICO Azienda
Siamo nel settore della recupero/trattamento dei pneumatici fuori uso da oltre 15 anni.
Abbiamo assistito in tutti questi anni a ripetute forme di allarmismo sulla possibile tossicità dei prodotti ricavati dal trattamento dei pneumatici fuori uso, sempre smentite puntualmente dagli studi specifici successivamente svolti. Ogni singolo studio ha confermato, non solo l’assenza di rischi per la salute dei lavoratori e degli utenti dei campi con intaso in gomma riciclata, ma ha anche evidenziato che il contenuto degli IPA oggetto della proposta di restrizione nei granuli risulta sempre inferiore al limite proposto nei pareri RAC e SEAC (20 mg/kg) nonché a quello di 17 mg/kg presente nella versione iniziale della proposta.
Pertanto, in relazione alla proposta di restrizione, considerato che più volte è stato confermato che il valore degli IPA nel granulo prodotto dall’attività di trattamento di pneumatici fuori uso non supera il limite proposto, risulta auspicabile l’applicazione di tale restrizione al fine di evitare che nel mercato europeo possano transitare pneumatici che in fase di realizzazione possano non rispettare tale previsione e con la speranza che, una volta per tutte, si definisca questa situazione.
Inoltre è stato stimato che quasi la totalità dei campi sportivi di terza generazione installati nel mondo utilizzano come materiale di riempimento granuli derivanti da PFU. Questo perché la gomma riciclata, non è mai stata considerata rischiosa/pericolosa per la salute dell’uomo ed allo stesso tempo mantiene eccezionali caratteristiche di elasticità, resistenza e duttilità che consentono l’utilizzo intensivo e continuativo dei campi sportivi.
Per quanto sopra sosteniamo e confermiamo in modo assoluto la posizione assunta da Ecopneus in tale consultazione, riconoscendo che da anni si prodiga per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Bucher Paolo Azienda
L’azienda che rappresento, Elastrade Srl, si occupa della commercializzazione di prodotti derivati dal recupero di pneumatici fuori uso con il brand “Gommamica”dal 2003
L’obiettivo di un’economia circolare dovrebbe essere quello di riuscire a riutilizzare i materiali dando loro una seconda o anche terza vita senza sprecare le risorse naturali che nel pianeta diventano sempre più scarse.
La gomma vulcanizzata ottenuta dai processi di riciclaggio ha sempre dovuto cercare mercati alternativi rispetto a quelli dell’industria della gomma non potendo essere tecnicamente riutilizzata per la produzione degli pneumatici nuovi.
Questo materiale in gomma, sotto forma di granulato e polverino, recuperato dagli pneumatici fuori uso ha dalle caratteristiche uniche di resistenza agli agenti atmosferici, all’usura e di stabilità in un ampio range di temperature e ciò ne favorisce l’utilizzo, da decine d’anni, nei più svariati settori merceologici come quello dell’edilizia ludica e sportiva, nell’industria dei manufatti urbani e stradali e nell’edilizia civile e industriale. Inoltre ultimamente fioriscono iniziative con l’obiettivo di riportare la gomma al suo stato di mescola con processi di de-vulcanizzazione e riattivazione.
La proposta di ECHA di stabilire dei limiti nelle concentrazioni degli IPA è il risultato di un numero considerevole di studi scientifici realizzati in tutto il modo ed in particolare in Europa.
Le aziende italiane che riciclano gli pneumatici fuori uso da decenni sono impegnate nella costruzione di norme e regolamenti per poter dare al mercato garanzie di qualità, ripetitività e stabilità.
Decisioni come queste non possono che essere accolte con favore da tutto il settore, poiché pur sembrando limitanti, permetteranno al mercato di non essere turbato da illazioni e false notizie mediatiche che hanno ostacolato la crescita e gli investimenti nel riciclaggio degli pneumatici fuori uso e di tutta la sua filiera, riducendo parallelamente l’incenerimento degli PFU e il loro smaltimento, eticamente discutibile, seppur permesso, verso paesi con restrizioni ambientali meno severe.
Ci permettiamo inoltre di confermare i dati elencati da Ecopneus e di condividere le considerazioni espresse.
bettinelli claudio Azienda
siamo un'azienda che trasforma il granulato da PFU in prodotti principalmente destinati allo sport .
grazie ad ECOPNEUS e soprattutto agli studi condotti e finanziati pensiamo che la salubrità di tali prodotti sia ormai chiarita.
regole e chiarezza sono due concetti che darebbero incremento all'utilizzo di tale risorsa. Condividiamo pertanto la posizione di ECOPNEUS.
Musto Saverio Azienda
Condividiamo la posizione di Ecopneus, che ha evidenziato l'assenza di rischio sulla salute umana e l'assenza di impatti socioeconomici derivanti dalla proposta di restrizione del contenuto di IPA a 20 mg/kg.
La necessità di introdurre tale restrizione servirà ad evitare l'immissione nel mercato europeo di materiali da intaso non idonei e possibilmente pericolosi per la salute umana ora che finalmente la filiera è ottimizzata e qualificata. Facciamo parte di questa filiera da oltre 10 anni e possiamo affermare che l'industria delle pavimentazioni sportive è consapevole, competente e propositiva. Sicuramente sarà parte attiva di questa consultazione e darà supporto alle Istituzioni nazionali e internazionali in relazione ai temi relativi al proprio settore.

Zagaria Giovanni Azienda
Siamo un Azienda che opera da svariati anni nel settore del recupero dei pneumatici fuori uso e ci occupiamo della produzione di granulati e polverini ottenuti dal trattamento degli stessi.
Svolgiamo la nostra attività all'interno della filiera dei recuperatori come partner di ECOPNEUS scpa, e riteniamo che tale settore ricopra un ruolo di assoluta importanza sia dal punto di vista ambientale che occupazionale, come giustamente fatto notare da Ecopneus nella sua consultazione.
Riteniamo che, il lavoro svolto in questi anni ,in termini di controllo e verifica di non tossicità dei granuli da PFU per l'impiego nei campi in erba sintetica, effettuato da Ecopneus con la collaborazione di impianti come il nostro ,costituisca uno strumento di assoluta etica/sensibilità professionale mai visto in precedenza.
Come operatori non possiamo far altro che confermare e sostenere quanto espresso da Ecopneus nel suo intervento, e pensiamo di interpretare come TRS srl, il pensiero di molti altri operatori del settore che come noi, operano quotidianamente a salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini.
Ci auguriamo che tali sforzi profusi nella studio e controllo dei nostri prodotti, venga tenuto in considerazione dagli enti preposti e ci permetta di continuare la nostra opera di restituzione di una nuova vita ai pneumatici fuori uso.
bianco roberto Greentire Scrl
Richiamando e condividendo le considerazioni di Ecopneus ed Elastrade con riferimento ai principi dell’economia circolare in ambito PFU ed l’importanza del mercato del granulo di gomma proveniente dagli PFU quale materiale da intaso per campi di calcio in erba artificiale, la scrivente società consortile evidenzia di aver promosso uno studio, eseguito dal Centro di Ricerca POLARIS, Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra, Università degli Studi di Milano – Bicocca, consistito nella verifica di campioni di granulati di gomma da riciclo di pneumatici da vettura e autocarro (PFU), sia nella versione senza rivestimento (colore nero) che rivestiti (differenti colori) con resina poliuretanica e quantità note di pigmenti organici ed inorganici, proprio destinati alla realizzazione di intaso per campi da calcio in erba artificiale, nonché per pavimentazioni sportive, onde verificare i loro potenziali effetti ambientali. Per la valutazione della compatibilità ambientale dei granuli sono state seguite le indicazioni fornite dalla DIN 18035-7:2002-11, il riferimento tedesco per la determinazione della compatibilità ambientale di campi sportivi sintetici, con opportune modifiche legate alla tipologia di materiale in studio. I granulati da PFU sono stati sottoposti, nel laboratorio di Scienze Ambientali dell’Università Bicocca, a caratterizzazione chimica e tossicologica al fine di una valutazione preliminare dei loro potenziali effetti ambientali. A tale riguardo sono state considerate sia una frazione organica ottenuta mediante procedura di estrazione con diclorometano che, come indicato in letteratura scientifica, si presta come modello per la valutazione degli effetti tossicologici della frazione particolata fine, sia una frazione ottenuta mediante una procedura di lavaggio con soluzioni acquose, tesa alla misura della componente inorganica e/o polare direttamente ceduta dai granulati nell’ambiente durante normali processi di dilavamento a cui sono soggetti durante le piogge. La caratterizzazione chimica ha mostrato una sostanziale uniformità fra le diverse tipologie di materiali essendo i campioni costituiti da un blend elastomerico moderatamente uniforme e trattato con il medesimo agente reticolante.
Successivamente, con una strumentazione messa a punto specificamente per questo test, sono stati rilevate le emissioni di particolato su un campo da calcio in erba artificiale intasato con granuli di gomma. L’analisi dei dati, riferita ad un periodo di osservazione definito mette in evidenza che non ci sono emissioni costanti e diffuse di materiale particellare risospeso o emesso dal manto erboso, dovuto all’attività sportiva, soprattutto per la frazione Fine (PM 2.5) (fortemente legata ai processi di attività respiratoria ed inalazione). L’esito di detta verifica ha dimostrato, in termini di sintesi, che il granulato di gomma proveniente dalla filiera Greentire utilizzato per l’intasamento di campi da calcio in erba artificiale non impatta in maniera negativa sull’uomo e sull’ambiente. Con riferimento, poi, al contenuto degli IPA oggetto della proposta di restrizione nei granuli oggetto dello studio sopra richiamato, lo stesso risulta sempre inferiore al limite proposto nei pareri RAC e SEAC. Ne consegue, quindi, la condivisione del valore limite proposto.
Agostini Luca Azienda
Siamo un’azienda che da anni opera nel campo del recupero degli pneumatici fuori uso e scarti di gomma, con l’obiettivo di ottenere materie prime sotto forma di granuli e polverini.
Svolgiamo attività per conto del Consorzio Ecopneus dal 2011, e facciamo parte del gruppo UNI GL14, che si occupa di “Materiali da recupero di pneumatici fuori uso”.
Relativamente il di granulo di gomma recuperato da pneumatici fuori uso, la letteratura internazionale [“Physical and chemical characterization of representative samples of recycled rubber from end-of-life tires”, Chemosphere 184 (2017), pag 1320-1326], ha confermato l’assenza di rischi significativi per la salute umana, evidenziando inoltre che il contenuto degli IPA è inferiore al limite di restrizione proposto di 20 mg/kg. Anche i test aziendali, commissionati a laboratori esterni, hanno confermato che il contenuto di IPA è inferiore a tale limite.
Pertanto l’introduzione della restrizione del contenuto di IPA a 20 mg/kg, non comporterà impatti socioeconomici negativi, anzi riteniamo sia necessario al fine di evitare la circolazione e l’utilizzo di materiale non idoneo, e potenzialmente pericoloso per la salute umana.
STELLA DOMENICO Azienda
L'azienda che rappresento ,Tritogom S.r.l., è operativa dal 2001 nel recupero di pneumatici fuori uso e dal 2011 è patner di Ecopneus con cui ha condiviso tutto il lavoro svolto per accertare l'assoluta mancanza di rischi per la salute umana nell'utilizzo di granuli da PFU.In relazione alla proposta di restrizione e in riferimento a quanto indicato dal Consorzio Ecopneus Tritogom, in qualità di azienda di recupero PFU, evidenzia che dal punto vista analisi del rischio da esposizione il valore degli IPA ad oggi analizzati ed oggetto della restrizione rispetta ampiamente tale indicazione (valori nettamente inferiori a 20mg/kg) e dal punto di vista socioeconomico tale restrizione non impatta la presente azienda in quanto continuerà ad operare nel recupero di PFU con produzione di granulo e polverino.
Si rileva inoltre che come rappresentato da Ecopneus , con cui condividiamo assolutamente la posizione assunta, auspichiamo l'entrata in vigore di tale restrizione, il prima possibile, al fine di evitare che nel mercato europeo transitino pneumatici che non rispettano tale prescrizione in ingresso.
PELLEGRINI OMAR Azienda
Rappresento l'azienda Microgomma Energia srl, operante nel settore del recupero degli pneumatici fuori uso e della produzione di granuli e polverini dal 1974. Microgomma Energia è inoltre partner Ecopneus scpa e si allinea completamente alle dichiarazioni rilasciate dal consorzio, garantendo che in questi anni sono stati molti gli sforzi per dimostrare l'assoluta mancanza di tossicità dei granuli e polverini da intaso derivanti da PFU. Le aziende partner e il consorzio stesso, hanno investito molto, con continue verifiche e controlli per garantire l'assoluta mancanza di rischio sulla salute umana e l'assenza di impatti socio economici. I risultati ottenuti sono sempre stati nettamente inferiori ai 20 mg/kg indicati come valori massimi di IPA.
Di conseguenza, condividiamo assolutamente la posizione assunta da Ecopneus, auspicando l'entrata in vigore di tale restrizione, al fine di evitare che nel mercato europeo transitino pneumatici che non rispettano tale prescrizione.
fina paolo Azienda
Condividiamo la posizione di Ecopneus, che ha evidenziato l'assenza di rischio sulla salute e l'assenza di impatti socioeconomici derivanti dalla proposta di restrizione del contenuto di IPA a 20 mg/kg.
La necessità di introdurre tale restrizione servirà ad evitare l'immissione nel mercato europeo di materiali da intaso non idonei e possibilmente pericolosi per la salute umana ora che finalmente la filiera è ottimizzata e qualificata. Anche noi possiamo affermare che l'industria delle pavimentazioni sportive è consapevole, competente e propositiva. Sicuramente sarà parte attiva di questa consultazione e darà supporto alle Istituzioni nazionali e internazionali in relazione ai temi relativi al proprio settore.
Spagnuolo Michele Azienda
La nostra Azienda - Ecoricicla S.r.l. - specializzata nella produzione del granulo di gomma, condivide pienamente quanto riportato da Ecopneus ed approva la proposta di restrizione del valore degli IPA nel granulo prodotto.
Riteniamo, infatti, fondamentale che il materiale in commercio nel mercato europeo sia idoneo e non pericoloso per la salute di lavoratori e atleti: questo può avvenire con la presenza di limiti restrittivi al contenuto degli IPA nei granuli (già comunque al di sotto della soglia individuata come evidenziato dai pareri RAC e SEAC e dallo studio Ecopneus) ma anche grazie alla presenza di una filiera certificata che garantisca la qualità del materiale da intaso, come già avviene all’interno della filiera “Ecopneus”.
Produciamo granulo di gomma da PFU da oltre 15 anni e possiamo affermare che decisioni come queste devono essere accolte positivamente perché permettono di monitorare la qualità del materiale da intaso che entra nel mercato evitando, grazie ai continui controlli, la diffusione di notizie false e allarmanti che si ripercuotono negativamente su tutti gli attori della filiera ostacolando la crescita dell’intero settore industriale.
In virtù di quanto detto sosteniamo fermamente la posizione assunta da Ecopneus riconoscendone l’impegno nella continua ricerca scientifica in merito agli impatti sulla salute umana e sull’ambiente dei materiali che derivano dal recupero dei PFU.
Ferramini Marco Azienda
La Casei Eco-System srl si occupa dal 2004 di produrre manufatti principalmente realizzati con gomma riciclata derivante da pneumatico fuori uso (PFU) della filiera Ecopneus scpa.
Abbiamo avuto ripetute volte difficoltà legate alla segnalazione che la gomma riciclata fosse nociva o tossica, senza peraltro aver mai avuto un riscontro oggettivo a tale affermazione.
A fronte di tutto ciò condividiamo la posizione di Ecopneus scpa auspicando l'entrata in vigore di tale restrizione, anche per fare definitivamente chiarezza in merito all'assenza di rischio in termini di salute sui prodotti derivanti dall'utilizzo di gomma PFU.
Va inoltre evidenziato che detto materiale può inequivocabilmente essere riutilizzato per molteplici prodotti che hanno caratteristiche tecniche e meccaniche eccezionali.
Inoltre, in considerazione del fatto che tali prodotti vengono anche importati da altri paesi europei e non, l'applicazione di detta restrizione bloccherebbe quindi l'importazione da produttori che non diano adeguata garanzia dei parametri oggetto di tale restrizione.
TURIN CARTA SRL Azienda

La nostra azienda è nata alla fine degli anni ’50 come azienda specializzata nel recupero e trattamento dei materiali di scarto., perseguendo già da allora il pensiero dell’attuale economia circolare.
Da oltre 20 anni, abbiamo esteso il recupero anche agli Pneumatici Fuori Uso collaborando con quasi tutti i consorzi di filiera operativi su tutto il territorio nazionale .
Condividiamo la posizione di Ecopneus assieme alle altre aziende partner sostenendo che i risultati ottenuti dalle analisi e ricerche effettuate finora sono volte a garantire la mancanza di rischio per la salute umana e per l’ambiente, in quanto i risultati ottenuti sono sempre stati inferiori ai 20 mg/kg indicati come valori massimi di IPA.

DE CRISTOFARO FLORINDO Azienda
In qualità di responsabile della T-Cycle Industries srl, partner Ecopneus nella filiera della triturazione e del recupero degli PFU dall’anno 2017, reputo il percorso scientifico-normativo intrapreso dal Consorzio e dagli illustri colleghi recuperatori, assolutamente fondamentale affinché venga definitivamente fugato ogni dubbio sulla totale assenza di rischi per la salute umana derivante dall’uso di granuli da PFU quali materie prime seconde.
Ritengo altresì fondamentale lo stabilire, rigorosamente, i parametri IPA entro i quali delimitare le opportune restrizioni perché la nostra “materia prima”, gli PFU appunto, abbiano idonee caratteristiche qualitative già in ingresso al mercato UE.
Sebbene possa sembrare scontato, vorrei inoltre sottolineare il positivo impatto nell'ambito dei rapporti e delle interrelazioni sociali ed economiche che tale fortemente auspicata “chiarezza normativa”, porterebbe all'economia del nostro Paese. Ciò in termini di investimenti, occupazione, gettito fiscale determinati dalla ben dimostrata capacità imprenditoriale dei nostri concittadini Italiani.
Pertanto mi auguro profondamente che le Istituzioni coinvolte possano, confortate dalle oramai più che certe verifiche scientifiche, arrivare rapidamente alla giusta conclusione di questo processo normativo.
Infine, non ritengo opportuno esimermi, dal sottolineare l’ineccepibile, virtuoso, impegno del Consorzio Ecopneus, in merito alla responsabilità assunta nell' operare in un ambito difficile quale quello dei rifiuti esclusivamente per il bene della società e dell’ambiente. Nel condividerne appieno gli intenti ed apprezzandone gli sforzi, non possiamo far altro che esternare loro la nostra stima e supporto.
Pasolini Fabrizio Azienda
L'azienda R.E.P. è attiva dal 2003 nel recupero degli pneumatici fuori uso e produzione di granulati di gomma. Condividiamo la posizione di Ecopneus, Elastrade e delle altre aziende del settore relativamente alla correttezza dei limiti proposti da RAC e SEAC, Nella nostra esperienza abbiamo potuto verificare che il granulato di gomma prodotto da pneumatici fuori uso ha un contenuto di IPA ampiamente inferiore al limite proposto di 20 mg/kg. Per questo motivo tale decisione non avrà alcun impatto economico sull'attività dell'azienda e permetterà di tutelare il mercato dall'ingresso di materiali dannosi per la salute umana e per l'ambiente.
Bertolino Stefano Azienda
Rappresento l’azienda Geos Environment S.r.l. che opera da anni nel settore della raccolta e stoccaggio dei pneumatici fuori uso quale partner Ecopneus Scpa. Come Azienda riteniamo doveroso segnalare la massima condivisione della posizione Ecopneus nei confronti della tematica in oggetto. Noi operiamo in regione Campania e siamo più che consapevoli dell’importanza di politiche quali quelle attuate in questi anni da Ecopneus in ambito nazionale e rivolte alla ricerca, all’innovazione, allo sviluppo, al rispetto delle leggi, all’efficienza ed alla piena trasparenza non tralasciando l’aspetto socio-economico e, soprattutto, quello della tutela e del rispetto dell’ambiente. La posizione assunta da Ecopneus nei confronti della tematica oggetto di consultazione va in un’unica direzione, questa! E, come tale, non può che essere condivisa e supportata.
Rubber Graneco Azienda
Siamo un'azienda che da oltre 12 anni si occupa di recupero di PFU (pneumatici fuori uso) finalizzato alla produzione di materie prime secondarie nelle forme di granulo e polverino di gomma.
Dal 2011 svolgiamo la nostra attività all'interno del circuito Ecopneus con cui collaboriamo anche a livello di studi e siamo parte ai processi di normazione tramite partecipazione ai gruppi UNI a livello nazionale ed internazionale.
Vogliamo supportare il parere fornito da Ecopneus e confermare che l'introduzione del limite per gli IPA a 20mg/kg proposto nella restrizione non comporterebbe ripercussioni socioeconomiche negative nella filiera in quanto il contenuto rilevato dai vari studi e quello emerso dalle analisi chimiche commissionate dalla scrivente, risulta essere inferiore al limite proposto.
Riteniamo inoltre che l'applicazione di questa restrizione possa anche determinare un'azione di limitazione all'immissione nel mercato europeo di pneumatici che possono presentare contenuti di IPA non conformi ad un utilizzo sicuro dei materiali derivati dal riciclaggio dei PFU.
Paterlini Alessandro Azienda
Pentaplast è un'azienda attiva da diversi anni nella nobilitazione del granulo in sbr ottenuto dalla lavorazione del PFU.
La destinazione finale del prodotto finito sono i campi in erba artificiale.
Di fatto il granulo nero viene colorato per renderlo visivamente simile al manto di erba sintetica e/o al terreno di gioco.
La nostra posizione è in linea su quanto esposto dal Consorzio Ecooneus.
SRL SAMA Azienda
Siamo una azienda operante nel settore degli impianti sportivi ,da molti anni ci occupiamo della costruzione di piste di atletica, pavimentazioni antitrauma, campi di calcio, aree per equitazione, tutte lavorazioni che richiedono l'utilizzo del PFU . Con la nascita del consorzio Ecopneus sono notevolmente aumentati il riutilizzo del pneumatico usato, i controlli della filiera di riciclo ., il tracciamento e recupero . La lavorazione e riutilizzo è tale da dare tutte le garanzie di un prodotto controllato e rientrante nei limiti dei valori di IPA presenti all'interno del PFU. Ad oggi credo improbabile la possibilità di avere un prodotto che possa essere impiegato in così larga scala con le stesse caratteristiche tecniche - economiche